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Sono nato a Napoli nel 1974, sono laureato in Giurisprudenza.

Sono sposato con Cristiana e il prossimo dicembre sarò per la prima volta papà.

Dal 2006 sono presidente del Consiglio comunale di Napoli. Dal 2001 (quando fui il candidato più votato) al 2006 sono stato consigliere comunale dei Democratici di Sinistra, sempre a Napoli.

Nella mia esperienza istituzionale, anche se con ruoli diversi, ho continuato a praticare un’ispirazione – nata quando ero ancora a scuola, nel movimento degli studenti contro la camorra -: quella di tenere insieme la passione per la politica, l’impegno per i diritti civili, il lavoro per promuovere i giovani in tutti i campi, rimuovendo il blocco (gerontocrazia) che ancora impedisce a tante persone sotto i quaranta anni di affermare la propria creatività e competenza in tutti i campi, in politica come nella cultura e nelle professioni.

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I Progetti

I progetti più importanti sui quali mi sono impegnato da consigliere comunale sono stati: trasformare l’Albergo dei Poveri – uno dei più grandi edifici d’Europa, costruito da Carlo di Borbone nel ’700 per ospitare e far lavorare i poveri del Regno – in Città dei Giovani, luogo culturale e di servizio a disposizione delle ragazze e dei ragazzi di Napoli; l’apertura di una farmacia comunale (Napoli è una delle poche città che ne è ancora sfornita); la proposta di creare un Ostello della Gioventù nel centro storico. Sempre da consigliere comunale, sono stato il primo firmatario della proposta di istituire, a Napoli, il Registro delle Unione Civili. Nel 2005, ho messo insieme le eccellenze del mondo della ricerca, delle professioni, dell’università, tutte under 40, per dialogare ed esprimere proposte in un convegno nazionale dal titolo “Futuro Presente – Le nuove classi dirigenti del Mezzogiorno alla sfida dell’innovazione” al quale chiamai a partecipare esponenti nazionali del centrosinistra, tra cui Enrico Letta e Pierluigi Bersani che poi diventarono ministri del governo Prodi.

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La Presidenza del consiglio comunale

Da presidente del Consiglio, ho cercato di mantenere uno stile dinamico e aperto nello svolgimento dei miei compiti – il presidente deve rappresentare tutte le diverse sensibilità presenti nell’istituzione, non fa politica in senso stretto – e di creare occasioni per stimolare il protagonismo del Consiglio. Un’occasione importante è stata la celebrazione della Festa della Repubblica, il 2 giugno 2007, con l’intero corpo consolare di Napoli. Quello dei rapporti internazionali del Consiglio è un filone che ho coltivato con particolare attenzione: l’iniziativa più importante si è sviluppata con la Cina. La visita a Napoli dell’ambasciatore cinese in Italia, la promozione di alcuni gemellaggi tra Napoli e importanti città cinesi, iniziative tese a coinvolgere la comunità cinese di Napoli con imprese napoletane e con le istituzioni per favorire una migliore integrazione e anche lo sviluppo di rapporti economico commerciali.

Soprattutto, da presidente del Consiglio comunale, ho cercato di moltiplicare le occasioni di incontro tra la società di Napoli e la sua rappresentanza istituzionale. Con una forte attenzione alla comunicazione, che considero strettamente legata alla partecipazione.

Sono convinto, infatti, che riavvicinare alla politica i cittadini delusi o in difficoltà sia un dovere per chiunque creda che la politica non sia “un mestiere” ma una missione necessaria per garantire a tutti, indipendentemente dalle condizioni di partenza, uguali opportunità. Sono questi, tra l’altro, i principi ispiratori di LibertàEguale, l’associazione alla quale aderisco e che rappresenta l’area liberal del partito democratico.

Ho lavorato per aprire le porte del “palazzo della politica” – così viene definita, con espressione secondo me, dati i tempi, un po’ infelice, la sede del Consiglio – a quanti chiedevano uno spazio per discutere, proporre le proprie idee o esporre le proprie opere. Tra le iniziative patrocinate, quella che ricordo con maggiore emozione è la mostra dei lavori artistici dei pazienti del centro di salute mentale del distretto 48 di Scampia: è stata una esperienza importante sul piano personale, non solo un evento politico culturale.

Uno spettacolo inconsueto è stato anche quello della sala del Consiglio invasa pacificamente, in diverse occasioni, da scolaresche e dagli studenti di alcuni licei cittadini che hanno simulato sedute del Consiglio comunale o del Parlamento europeo. Soprattutto è stato interessante e istruttivo scoprire che i giovani non disprezzano la politica, anzi, ne sono incuriositi e affascinati, ma vorrebbero una politica meno sterile e chiusa in se stessa, più vicina ai problemi e alle aspirazioni della gente. Un tratto della politica del nostro tempo che spesso i ragazzi criticano, e io sono d’accordo con loro, è la sua abitudine ai colpi bassi, alle bugie e all’elusione delle regole. Il contrario di quello che avviene nello sport che preferisco, il rugby, uno sport duro ma sempre leale (il rugby, insieme alla politica, è sempre stata la mia passione e l’ho praticato, anche a livelli internazionali, come titolare della Partenope Rugby e nelle nazionali under 15 e 19).

Da presidente, ho anche proposto – insieme alla riforma del proprio regolamento interno, datato 1972 – che il Consiglio comunale di Napoli istituisse un Forum dei Giovani, eletto da tutti i giovani dai 16 ai 26 anni, indipendentemente dalle appartenenze politiche, per interloquire direttamente con le istituzioni, fare proposte, esprimere pareri.

La distanza, che in alcune fasi della città di Napoli è diventato un solco profondo tra i cittadini e la politica, può essere colmata se la politica, da parte sua, fa passi chiari e inequivocabili nella direzione della trasparenza. E’ da questa considerazione che sono partito per proporre l’istituzione dell’anagrafe pubblica degli eletti del Comune. Penso infatti che chiunque eserciti una funzione pubblica debba rendere pubblici i dati che lo riguardano, da quelli economici a quelli sulla propria attività: è una garanzia che i cittadini possano controllare la politica e, contemporaneamente, uno stimolo affinché chi esercita una funzione dia conto di come la svolge e dei risultati che consegue.

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La lotta anticamorra

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Concludo con il ricordo di una delle prime iniziative che ho promosso da presidente del Consiglio comunale: “contro la camorra, noi non molliamo”. Nel novembre 2006, mentre infuriava la guerra di camorra nella città, più di mille studenti hanno espresso la loro contrarietà alla camorra, alla sua logica di violenza e di sopraffazione in una manifestazione al Trianon, storico teatro di Forcella. Forcella è il quartiere di Annalisa Durante, uccisa per errore in una sparatoria, un quartiere assediato dai clan. Proprio vicino a Forcella c’era la sede della sezione Eugenio Curiel, la sezione dei Democratici di Sinistra del centro storico di cui sono stato segretario. Simbolo della protesta “noi non molliamo” è diventata la “molletta” (la pinza che si usa per stendere i panni al sole) che il Presidente Napolitano ha chiesto di avere e che gli ho personalmente appuntato al bavero della giacca dopo pochi giorni dalla manifestazione al Trianon.