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  1. 1 Antonio

    Caro Leonardo condividendo le tue idee, ti chiedo:
    Cacciari ha individuato una modalità di federazione locale del PD, il dibattito campano sul PD a seguito dell’incontro tra Amendola e De Mita segue la stessa strategia?

  2. 2 Riccardo Broda

    Caro Leonardo,
    finalmente posso avere notizie giornaliere sul tuo lavoro e sulle tue idee.
    Forse non ti ricordi di me, anche perchè è da tempo che per studio e “lavoro” sono lontano fisicamente da Napoli. Quando scendo, ora sono a Bruxelles, mi sono sempre rivolto a Berardo per essere aggiornato sulle “nostre” vicende. Complimenti per questa iniziativa e spero che continui a lavorare per Napoli e, perchè no, anche per l’Europa con il tuo solito entusiasmo.
    Riccardo Broda

  3. 3 michele

    vanno anche bene le scuse, visto che nessun altro, mi pare, ha trovato opportuno farlo, ma qual è il senso della segnalazione del blog di beppe grillo sul tuo blog?

  4. 4 Antonio Risi

    Caro Leonardo,
    non avrei mai pensato di iniziare la partecipazione al tuo blog con un intervento sulla “monnezza” ma tant’è.
    Penso che il fatto che Napoli, ovvero il Comune di Napoli, si doti di un piano rifiuti basato sulla raccolta
    differenziata e su una adeguata impiantistica per ridurre al minimo la dipendenza del Capoluogo dal resto della
    Regione in materia di smaltimento sia un Atto Dovuto e non rinviabile.
    Sul merito dell’impiantistica mi permetto di avanzare delle riserve.
    La raccolta differenziata deve essere “strategica” deve innanzitutto separare i rifiuti organici dal resto.
    Quindi Napoli deve dotarsi di impianti di compostaggio e di digestione anaerobica (produzione di gas ed energia)che
    permettano di trattare e valorizzare la Frazione Organica dei Rifiuti… che in termini strettamente biologici
    non può definirsi rifiuto e che invece in termini di qualità urbana rappresenta la frazione più impattante.
    Per il resto sono abbastanza d’accordo purchè quando si parla di CDR si intenda un Pellet ad alto potere
    calorico (ovvero niente a che vedere con gli impianti già esistenti in Regione).
    Ora devo andare cerco di inviarti una mia presentazione sul tema.
    Fraterni saluti .
    Antonio Risi

  5. 5 Scilla

    Caro Leonardo, con molto piacere ho appreso oggi pomeriggio della creazione di questo blog, credo che sia stata una magnifica idea per continuare a mantenere vivo ed effettivo, non solo teorico, il conatto che tu hai con gli amici e con i tuoi sostenitori.
    Purtroppo ho solo pochi minuti e ci tenevo a farti gli auguri e ad essere presente in quest’altra iniziativa.
    Ti scriverò quanto prima.
    Cari saluti, a presto Scilla Sarto

  6. 6 Antonio De Falco

    Bravo Leonardo, è impoetante usare moderni mezzi di comunicazione,
    anche se questi non sono ancora accessibili a tutti, il BLOG è
    certamente un mezzo di comunicazione molto in uso tra i giovani,
    ed è molto importante per te mantenere un contatto con la tua generazione.
    Ho visitato il tuo BLOG, e lo trovo molto interessante, sopratutto
    trovo interessante lo spirito con il quale ti poni al confronto.
    Il viaggio per la costruzione delpartito democratico,è appena
    cominciato, ci sono ancora otto mesi per riunure la costituente,
    ma sono mesi importanti, dobbiamo lavorare molto per stabilire alcuni principi
    importanti, a partire dall’affermazione che la politica deve tornare ad essere
    una passione civile e non un mestiere, (come purtroppo lo èper molti)
    Quando la politica diventa tale, è inevitabile la sua degenerazione.
    Dopo di chè…..i suoi costi, la disaffezione,l’inevitabile chiusura
    ai giovani ecc…ecc…Il partito democratico non deve essere questo.
    Avrò modo di confrontarmi con te in maniera più approfondita su questo
    tema e con questo mezzo aperto, pubblico e democratico di comunicazione,
    che piano piano, si apre anche a persone non piùtanto giovani come me.
    Spero che sapremo far capire ai grandi dirigenti del nostro partito e
    del futuro partito che sostenere i giovani,è cosa buona e utile,ma
    non significa, dargli spazio, farli crescere politicamente per
    aumentare il numero dei propri palaqdini; aiutare i giovani a crescere
    significa anche avere la forza ed il coraggio di farsi da parte.
    Significa anche insegnare concretamente che la politica è sacrificio,
    spirito di servizio, passione politica e non un mestiere.
    Se per qualcuno è tale,è anche legittimo, ma chi ha quewsta necessità
    deve sapere ce non può rappresentare il futuro.
    Ho scritto queste poche righe, di getto, senza troppa riflessione,
    unicamente per congratularmi con te per l’iniziativa, mi auguro che tu
    possa leggere personalmente almenp le cose più interessanti ed interagire
    con esse direttamente, in modo tale da consolidare il tuo rapporto con la
    cittadinanza.
    Non mancherò interloquire con te utilizzando questo libero e democratico
    in maniera più approfondita.
    per ora voglio solo congratularmi con te per l’iniziativa, che ti ripeto
    reputo molto interessante.

  7. 7 nefertiti

    non so… avrei cominciato più banalmente con le scuse ai napoletani, poi a tutto il resto. Non ci vedo umiltà, ma più semplicemente un posizionamento politico, ma tant’è. Se cominciaste a chiedere scusa coralmente sarebbe un passo avanti.
    Non capisco e non mi piace l’idea della posizione unitaria. Cosa vorrebbe dire? Che c’è bisogno di uno sforzo comune per sbloccare cosa? Qui i rifiuti sono per strada perchè la città e la regione non li gestiscono, mica per i riflessi di una dura battaglia politica tra maggioranza e opposizione.
    Poi la storia dei termovalorizzatori è più semplice di quello che sembra: non siete abbastanza credibili per dire alla gente di non bruciare l’immondizia, tanto da doverci mandare il Prefetto, chi pensate che vi creda quando dite che i termovalorizzatori (inceneritori, per l’esattezza) non saranno nocivi?

  8. 8 Antonio Risi

    Caro Leonardo,
    dopo la monnezza parliamo di politica. Di democrazia innanzitutto.
    L’attuale sistema elettorale rappresenta l’istituzionalizzazione di un sistema oligarchico
    a cooptazione della rappresentanza parlamentare. Roba da brividi. Per fortuna la maggioranza
    del popolo italiano ci ha permesso di mandare la destra all’opposizione. Ora dovremmo governare
    con una maggioranza che al senato si regge sul voto dell’on. Turigliatto, trotskysta, (So di che
    parlo essendo stato trotskista in gioventù), oppure di De Gregorio o dei senatori a vita.
    Credo che possa bastare per dire che governare in queste condizioni è davvero una
    “mission impossible”. La Costituzione nella sua infinita saggezza prevede la possibilità di sciogliere
    anche solo una camera… , ma il problema è politico. La visita di Bush ha manifestato un dato
    nuovo ;-) nella politica italiana la nascita di una “Sinistra di Opposizione”. Se la manifestazione
    di Vicenza aveva usufruito del cappello dei partiti della sinistra dell’Unione a Roma sembrerebbe
    che la base attiva della sinistra dell’Unione vuole la caduta del Governo Prodi. Non so quanto sia
    diventatta egemone nella sinistra di opposizione la terribile e nefasta logica del “tanto peggio,
    tanto meglio” ma se fosse così dovremmo muoverci ed organizzare una manifestazione dell’ Altra Sinistra,
    quella che vuole governare perché Padoa Schioppa non è Tremonti, quella che “Bersani io lo farei dittatore”,
    quella che “D’Alema agli esteri e io sono fiero di essere italiano”, quella che “la Bonino al governo ci
    piace”. Insomma l’Altra Sinistra, quella realista, governativa, dico io, passatemi la presunzione, quella
    adulta e profondamente DEMOCRATICA che non privilegia la minoranza rumorosa rispetto alla maggioranza
    silenziosa, anzi. Stiamo costruendo il Partito Democratico, un grande progetto di Riforma Politica,
    personalmente sono convinto che in un Grande Vero Partito Democratico la Bonino e a maggior ragione Boselli
    e Mussi ci starebbero benissimo. Comunque le strade della politica possono essere tortuose. Siamo convinti
    che loro non staranno mai dalla parte di quelli del “tanto peggio tanto meglio”. Noi dobbiamo proseguire
    costruendo un contenitore pronto ad assorbire nuovi leaders ma soprettutto mobilitare TUTTA quella MAGGIORANZA
    SILENZIOSA DEMOCRATICA che vede come un incubo il ritorno di Berlusca e Co., che non sopporta l’estremismo
    infantile del “tanto peggio, tanto meglio”
    In altri termini mobilitare, e far partecipare alla FONDAZIONE DEL PARTITO DEMOCRATICO alla sua
    Assemblea Costituente
    tutta la MAGGIORANZA SILENZIOSA CHE SOSTIENE IL GOVERNO PRODI.
    Con Impegno:) BUON LAVORO.

  9. 9 salvatore Larghi

    A proposito del Partito Democratico,hai sentito le dichiarazioni del sindaco di Venezia Cacciari? Il politico-filosofo parla della necessità di creare un P.D. del nord! Da vero meridionalista gli dò ragione:a quando la creazione di una forza politica schiettamente socialista e democratica,che dia la precedenza ai troppi e penosi problemi del nostro martoriato sud?Quindi creiamo un partito democratico del sud,dando spazio ai giovani e a chi fa,sapendo quel che fa!Leo datti da fare c’è lavoro per te. SALVATORE IL FOTOGRAFO TI SALUTA,complimenti per il tuo blog system.

  10. 10 prki

    caro leonardo
    scusa il nickname ma su certi argomenti sensibili è meglio non uscire ancora allo scoperto.
    ho molto apprezzato la tua battaglia per il registro delle unioni civili, forse è solo dalla volontà popolare
    “periferica” che potrà nascere una buona legge sui dico. speriamo
    credo che sarebbe importante pubblicizzare ulteriormente l’iniziativa e trovare ancora un più largo consenso.
    è una battaglia di civiltà, specie per la comunità omosessuale che da noi ha ancora molte difficoltà a mostrarsi
    (a parte il gaypride che è una festa) ed ha una voce piuttosto flebile per reclamare i propri diritti.
    non so realmente quanta vita avrà il governo delle sinistre, il vento in Europa spira in senso contrario, perciò
    bisogna fare presto ad entrare nelle coscienze dei cittadini attraverso le battagle di libertà, se no rischiano di
    essere un cavallo delle destre con annessi mostri legislativi (vedi proposta biondi).
    i dico non si arenano sulla MORALE (IPOCRITA) di una parte della chiesa, si arenano sui diritti agli immigrati e
    sulle successioni ereditarie e pensionistiche e chi, come me, ha deciso di condividere la propria vita con una
    persona immigrata (con visto di studio), vede improvvisamente svanire tutti quei diritti che aveva immaginato
    inalienabili, vivendo in un “paese civile”. a livello personale è una vera tragedia che non auguro a nessuno perchè
    nessuno può vivere sereno senza potere immaginare il proprio futuro.
    vai avanti, anche in mio nome, che la strada è lunga e confido nel tuo coraggio e nella tua gioventù che sono
    gli ingredienti preziosi per il cammino dell’umanità.

  11. 11 ciro comitale

    caro leonardo.
    complimenti x blog ottima idea. rifiuti che brutto argomento viene
    ironicamente dire mandiamoli sulla luna.Poiche’ l’emergenza rifiuti
    crea il buio totale su tutte le buone iniziative che si stanno
    realizzando in citta per il 15 propongo consiglio permanente.
    Riduciamo l’umilta,l’orgoglio,ma incrementiamo determinazione!!!
    su soluzioni concrete, amsterdam parigi ed altre citta’d'italia e
    nel mondo si potrebbero imitare.liberaliziamo il mercato,
    privatiziamo asia.
    buon lavoro
    ciro comitale

  12. 12 salvatore simioli

    Caro Leonardo, il tuo chiedere scusa ai turisti , credo sia stato un gesto di assunzione di responsabilità. Nel senso che i napoletani :dal Presidente del Consiglio al semplice cittadino non possono nascondere il problema rifiuti, ma devono anche farsi carico delle soluzioni da prendere, senza inutili speculazioni politiche. Ognuno nel proprio quotidiano è chiamato a fare la sua parte, come napoletano anche io mi scuso con i consoli per la città pattumiera, ora cerchiamo di agire tutti per il bene della nostra amata città.
    Salvatore Simioli

  13. 13 Antonio Risi

    Democratic Good News. Napoli 13 giugno 2007.
    Stamattina in Villa Favorita, splendida stazione di approdo del Metrò del Mare ad Ercolano,
    sono stati presentati i primi risultati del Progetto MISTRALS (Monitoraggio Satellitare
    Antiabusivismo), relatori,l’assessore regionale Gabriella Cundari e il dirigente Sciannimanica,
    il sindaco di Ercolano, Nino Daniele, il presidente della Provincia di Benevento, Carmine
    Nardone, il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino e i tecnici del MARSEC
    responsabili del Progetto Mistrals. Esito Sintetico: Nessuno potrà più dire “non sapevo”.
    Esternality: Tutti a Benevento per la settimana FUTURITY. Noi saremo a Villa dei Papi per
    illustrare il progetto TellUs sul controllo satellitare dei fenomeni idrogeologici e sismici.

  14. 14 monica tavernini

    Vorrei iscrivermi al partito di Antonio Risi. Dove lo si può fare? :-)
    (non mi dite al Partito Democratico, perché sappiamo tutti che non è così …)

  15. 15 Nicola

    Caro Leonardo, dopo l’intervento di Lettieri di ieri e l’appoggio dei gruppi consiliari al Sindaco Iervolino mi viene da chiederti: ma ha senso appoggiare una giunta ed un Sindaco oggettivamente incapaci? Tu dici largo ai giovani etc…. ma essere giovane non significa anche essere antagonista rispetto ai vecchi? Non credi sia meglio guardare con occhi lucidi la realtà e costruire una tua vera linea politica anche di rottura con i vecchi arnesi piuttosto che farsi trascinare in una barca che affonda? Non credi che nel lungo periodo possa dare lustro alla tua attività ma soprattutto al bene di Napoli?

  16. 16 L.Impegno

    Cari amici e internauti, prima di tutto vi ringrazio per la visita su questo blog, che spero diventi un luogo di incontro in cui chiacchierare e soprattutto scambiarci idee su questa difficile ma splendida città. Grazie a tutti per gli auguri (@Riccardo mi ricordo benissimo di te e mi fa molto piacere leggerti qui. Quando torni?) e per essere stati i primi a contribuire, con i vostri interventi, alla nascita del dibattito.
    @a Michele che mi ha chiesto perché ho messo il link di Beppe Grillo sul mio blog rispondo: perché no? Ma soprattutto perché moltissime delle sue posizioni(esternazioni) sono distanti dal mio pensiero, ma coinvolgono centinaia di ragazzi e ragazze.

    @Antonio Risi
    Caro Antonio aspetto la tua presentazione, che leggerò volentieri. Sappiamo tutti che il problema dei rifiuti è endemico nella nostra Regione e per chi governa questa città è la prima sfida che bisogna assolutamente vincere. E per vincere sono necessarie scelte anche impopolari ma utili, tese alla tutela degli interessi generali.
    Napoli deve avere un ruolo autonomo nella gestione dei rifiuti per due motivi:
    1) ne produce più degli altri, quindi deve essere maggiormente responsabile.
    2) serve da esempio a tutti gli altri territori che si oppongono acriticamente a possibili soluzioni.
    Ti aspetto, e ovviamente è necessario un caffé “lungo”!

    @Nefertiti: Le scuse verso i consoli stranieri sono stati un gesto simbolico rivolto alla comunità, che vive in questa città e che assolutamente non voleva escludere i napoletani, ma anzi rivolto proprio nell’interesse dei cittadini. In momenti gravi come quello che stiamo vivendo bisogna avere non umiltà, ma la forza di chiedere un aiuto a tutti. Devo dirti però (sincerità per sincerità) che ho avvertito un alto grado di “acidità” nel tuo intervento. Bene comunque. Contribuisci a non rendere dolce e stucchevole il mio blog.

    @Scilla grazie anche a te per essere intervenuta, e soprattutto per l’entusiasmo che hai espresso per il blog. Il mio intento è proprio quello di creare uno spazio vivo (aggettivo che hai usato tu), per un continuo scambio di idee. Grazie e saluti alle sorelline!

    @un saluto anche a Ciro e Salvatore e grazie per i complimenti.

  17. 17 Antonio Risi

    Caro Leonardo,
    non trovo nulla di impopolare nel fornire la Città di Napoli di un sistema di impianti
    che permettano di trattare, valorizzare e smaltire “gli scarti” prodotti dalla città-
    Cosa bisogna fare lo sappiamo benissimo.
    Per trattare la Frazione Organica servono almeno due impianti per la produzione di Compost
    integrati da un impianto per la produzione di biogas. Per gli scarti secchi e quelli misti
    serve un impianto per la selezione dei materiali e la produzione di pellet (combustibile)
    dagli scarti non riciclabili. Per completare il ciclo serve un impianto di produzione di
    energia da Pellet. Ovviamente per essere completamente autonomi dal resto della regione
    avremmo anche bisogno di una discarica per le ceneri (o ti un impianto al plasma per
    la vetrificazione delle ceneri). Per essere perfetti, bisigna
    considerare anche i rifiuti “pericolosi” (pile, vernici, ospedalieri, solventi ecc.) .
    Dotarsi di un centro per la raccolta, il trattamento e l’inertizzazione di questo tipo di
    rifiuti è un obbligo se non si vuole che si mescolino agli altri (l’eventuale ipianto per la
    vetrificazione delle ceneri potrebbe integrare opportunamente questo centro).
    E’questo il Piano di Impianti che la Commissione Europea vorrebbe finanziare alla Città di
    Napoli. Un Piano tuttaltro che impopolare e sul quale è possibile costruire l’indispensabile
    consenso popolare della maggioranza dei napoletani stufi di doversi vergognare nel Mondo.
    Abbiamo convissuto per anni con un centro siderurgico, non so quante raffinerie. Credo
    che nessun “banana” (propugnatori del Building Absolutely Nothing Anywhere Anyway)riuscirà
    a convincere i napoletani che la realizzazione di questi impianti può generare danni ambientali
    o peggio danni alla salute. Soprattutto non dimenticando che niente crea più danni
    irrebarabili dei Falò di Monnezza (il simbolo della nostra idiozia collettiva nel mondo)

  18. 18 Antonio Risi

    Scusate gli errori di ortografia, l’ho scritto e spedito tutto di un fiato.
    Non so quando troveremo il termpo per il caffe (americano) ;-) CMQ
    buon lavoro e spero che il caffè ultraristretto che ti ho spedito possa esserti
    utile. ciao e ovviamente congratulazioni per il blog.

  19. 19 Antonio Risi

    Cara Monica,
    Fin dai tempi di CyberProdi nel lontano 1994, quando organizzai a Boston,
    alla Northeastern University, con Modigliani e Sylos Labini una manifestazione di sostegno
    a Prodi e all’Ulivo, il mio partito è l’Ulivo. Negli Stati Uniti ho dato una mano al
    comitato universitario Democrat per la rielezione del senatore Ted Kennedy (il mid term
    fu un disastro per i Democrat ma Ted fu rieletto. Una Festa Triste. Il progetto di Universal
    Aid Care dei Clinton era stato affossato. Sempre negli Stati Uniti mi sono guadagnato il “pin”
    di Socialist Scholar ad un convegno universatario organizzato dalla piccola ma intelligente
    organizzazione dei Democratic Socialist of America (praticamente una corrente minoritaria dei
    Democrat) a cui naturalmente mi sono iscritto. Cara Monica, in quel lontano ‘94, per partecipare
    al dibattito su CyberProdi scelsi come Nikname Mo.Dem.(Movimento Democratico). Sono felice di
    offrirti il Ruolo di Presidente. Mo.Dem. parteciperà alle Primarie per l’elezione dell’Assemblea
    Costituente Democrat. Leonardo è un giovane, intelligente, per quanto ne so di profonde convinzioni
    laiche e socialiste, fa politica a tempo pieno, sta permettendo questo col suo Blog.
    Credo vada sostenuto… non foss’altro perche forse finalmente Mo.Dem. può uscire da una
    esistenza protovirtuale quasi solipsistica e provarsi con la realtà-
    Presidente facciamo le magliette con la faccia di Bersani e la scritta “io lo farei dittatore” per
    finanziare Mo.Dem.?

  20. 20 Antonio Risi

    Emendanento alla maglietta “Io lo farei Dittatore”
    aggiungere “democraticaMENTE”

  21. 21 roberto vallefuoco

    Caro Leonardo,
    mi congratulo con te per aver scelto questo mezzo di comunicazione moderno e interattivo.
    Riguardo alla tua domanda credo che sia stato anche giusto chiedere scusa ai cittadini
    stranieri. Però mi piacerebbe sapere perchè non hai trovato giusto chiedere
    scusa anche ai cittadini napoletani.
    Se ritieni cioè giusto questo attegiamento tutto difensivo di una classe dirigente che
    da quindici anni ha fallito su questo problema.
    Perchè l’emergenza è una cosa, ma 15 anni di amministrazione politica potevano servire
    a discutere, valutare soluzioni, programmare e poi mettere in atto un piano che consentisse
    oggi a questa città di non vivere la situazione incredibile in cui ci si è ridotti.
    Quindici anni sono tanti. A Valencia, tanto per fare un esempio, in quindici anni hanno rivoltato come un guanto la città e costruito una bella città.
    E inoltre, se anche tu pensi che sullo smaltimento dei rifiuti, di fallimento si tratti,
    non pensi che sia naturale la perdita di credibilità che oggi vivete?
    Credi anche tu che basti dire: ma la gente ci vota?
    Con simpatia

  22. 22 michele

    caro antonio, tempo fa ho fatto quel test americano per scoprire cosa si è (politicamente parlando …) e, naturalmente, il mio profilo è DEMOCRAT!!!!
    ribadisco che il mio partito è il tuo (se mai esisterà). Grazie per l’offerta della Presidenza, che a suo tempo valuterò, ma se si facesse davvero sarei così felice da accontentarmi del ruolo di guardaporte, portantina e perfino pulitrice di pavimenti …
    Per le magliette Bersaniane, considerami fin d’ora a disposizione. Potrei togliermi quella che porto ora, sulla quale c’è semplicemente scritto: MO’ BASTA!!!
    Leonardo lo conosco da quando aveva due anni. Di quando era piccolo non posso dimenticare una certa spericolatezza (l’ho dovuto portare al pronto soccorso più volte …). Una ‘ntecchia di quella spericolatezza vorrei la tirasse fuori anche in politica … VAI LEO! FORSE E’ IL MOMENTO DI DARSI UNA MOSSA!
    a presto

  23. 23 monica tavernini

    ovviamente, quella qui sopra ero io … e così mi sono sputtanata la mia identità nascosta … così imparo alla mia età a frequentare i blog!

  24. 24 assunta

    caro leonardo,
    non so se ti ricordidi me, sono la moglie di Gerardo ci siamo visti qlc tempo fà in cgil, quando decisi di lasciare il lavoro. si, anch’io da un po di tempo ho un blog, naturalmente non così visitato come il tuo, ma per comunicare con parenti e amici, va bene. intanto te lo segnalo, perchè anch’io ho iniziato con un problema che sento molto “la camorra”. Il link è il seguente:

    http://diciamolanostra.blog.kataweb.it/.

    Intant0 ti invio qualcosa che scritto, se ti va, fatti un giro sul mio blog sarà per me motivo di orgoglio poterti avere tra i miei contatti.

    Ho chiesto in un blog dove si parlava di vivibilità a Napoli “come fare per viver esenza camorra..”

    Una persona mi ha risposto con una frase di G. Falcone
    “Un uomo fa quello che è suo dovere, quali che siano le conseguenze, gli ostacoli, i pericoli.Questa è la base di tutta la moralità”.Giovanni Falcone

    Io ho risposto così in maniera sintetica, ma mi piacerebbe condividere con voi tutti questo argomento e magari accendere un dibattito e addirittura portare qualche proposta nelle giunte comunali ecc ecc. Fatemi sapere cosa ne pensate. Ecco la mia risposta:

    “fare il proprio dovere….è un bel principio, naturalmente, ma da chi incominciamo, dal cittadino che vuole differenziare i rifiuti magari per riciclarli quando è possibile? e poi si rende conto che i rifiuti vengono raccolti indiscriminatamente! o iniziamo dal commerciante che si rifiuta di pagare la tangente e vede il suo negozio incendiato o la sua famiglia minacciata, senza nessuno che riesce a proteggerlo. Iniziamo dalla scuola pubblica dove il cittadino onesto manda i propri figli senza fregarsene dell’ambiente perchè crede nell’integrazione… e poi si accorge che i figli dei ricchi frequentano scuole private finanziate magari dalle nostre tasse. Io invece inizierei da altro. Il proprio dovere devono farlo prima di tutto chi ci amministra, sindaci, presidenti di provincia di regione, parlamentari, membri del governo, presidente del consiglio e della repubblica. Il proprio dovere devono farlo per prima chi è preposto ad informarci su quello che accade, e non dirci solo quello che fa comodo ai suoi editori e/o alla classe dirigente politica ed economica del momento. Il proprio dovere lo devono fare prima le forze dell’ordine che spesso se la prendono con pacifici manifestanti scordandosi di prendersela con i mafiosi e i camorristi perchè quelli è bene non darli fastidio. Il proprio dovere lo devono fare i giudici e la magistratura punendo senza discriminazioni poveri ricchi politici e non. D’altronte non è vero che la legge è uguale per tutti?. E giù giù fino ad arrivare al cittadino che solo con l’esempio di chi per amministarci guadagna fior di quattrini acqisterà fiducia e gli sarà normale o quanto meno più facile fare il proprio dovere.”

    ciao assunta

  25. 25 assunta

    volevo dire solo una cosina piccola piccola ad Antonio Risi che tante certezze ha sugli inceneritori e dintorni…..citando per prima cosa il filosofo Norberto Bobbio “Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze”.Non conosco Antonio Risi per cui non so se è un uomo di cultura, per cui varrebbe quello che ho citato di Bobbio; di politica e purtroppo tra questi il compito è esattamente l’opposto cioè di far credere che tutte le bugie siano verità inconfutabili; o come me una persona qualunque con delle idee proprie. Se fa parte dell’ultima categoria rispetto la sua opinione ma sono totalmente in dissenso con lui. Io penso che non esistono inceneritori che non provocano danni ambientali! Premesso ciò è bene far capire alla gente perchè siamo arrivati a questo punto e di chi sono le responsabilità. Nessuna amministrazione succedutasi ai vari livelli locali in Campania, ha mai affrontato seriamente la questione rifiuti ( chi l’ha affrontato,naturalmente ricavandone profitti miliardari è solo la camorra) ora se la cosa me l’aspettavo dai governi di centro destra, quello che invece non sopporto è che neanche quelli di centro sinistra l’hanno fatto. … Ora veniamo al momento attuale che è diventato insostenibile ed è vero! Ma non per questo dobbiamo far credere alla gente che l’inceneritore è la soluzione che risolve in maniera indenne il problema rifiuti. Questo non è giusto e non è politicamente corretto (se c’è qualcosa ancora di corretto tra gli uomini politici) . Chi ci ha portato a non poter più fare neanche un piccolo progetto più serio sullo smaltimento dei rifiuti, sulla differenziazione e soprattutto sul riciclo di quanto è riciclabile (e non è poco) che diminuirebbe di molto il danno ambientale, dovrebbe pagare. L’inceneritore oggi è probabilmente (ma io un altro piccolo sforzo lo farei) l’unica soluzione per dare una risposta immediata al problema, ma è comunque una soluzione miope che porterà gravi danni ambientali alle future generazioni….ma tanto “noi non ci saremo”! Scusate lo sfogo, ma non si può dire che l’inceneritore non è inquinante. Antoine Lavoisier con il suo principio di conservazione dlla massa diceva: “la quantità di materia totale di un sistema chiuso rimane costante.” e La Terra, il nostro pianeta, vive in un sistema chiuso, per cui qualsiasi combustione che l’uomo produce rimane nel sistema chiuso. Pensiamoci su
    ciao
    assunta

  26. 26 assunta

    fassino ha detto che il partito democratico deve essere un partito che “deve stare in sintonia con la società”. Cosa significa? e di quale società parliamo?
    Parliamo della società globale che ci uniforma (non nei diritti, ma nei comportamenti dettati dai media, bellezza, intelligenza, violenza arroganza prevaricazione ecc ecc), modelli sbagliatissimi e fuorvianti che servono solo ad allontanare le persone da quelli che dovrebbero essere i loro obiettivi primari, i diritti, il lavoro, la democrazia, quella vera, quella che ai tempi miei significava “governo del popolo”; ma questa è un altra storia! Parliamo della società che basa le fondamenta in una economia liberista e spregiudicata che risponde alla sola logica del profitto, salvo poi a chiedere aiuto alla collettività in caso di crisi? (come dire si privatizzano i profitti e si socializzano le perdite). Parliamo di una società dove le guerre sono giuste o no a seconda del governo del momento? Parliamo della società che si lascia influenzare dalla chiesa…perchè non si sa mai… e poi certi poteri e certe sacche elettorali e bene tenerseli buoni? Parliamo della società dove i giovani non hanno più certezze, ma solo precarietà, dove è sempre più difficile andare in pensione, dove non si riesce a fare più politica, perchè questa si è allontanata per sempre dalla gente; della società che non riesce più a smaltire i rifiuti, che se ne frega dell’ambiente. Parliamo della societa dove la gente non riesce più a capire qual’è la differenza tra destra e sinistra. Se questa è la società con la quale dobbiamo stare in sintonia non mi sembra proprio il caso. Io personalmente sono per cambiare le cose quando queste non sono giuste o non vanno bene, ma la sinistra italiana ha scelto il modello americano, la gestione del presente con qualche piccola differenza tra i due schieramenti…ma alla fine la gente comune questa differenza tra la gestione democratica e quella liberale (parlo degli USA) proprio non la vede, faremo anche noi questa bella fine.
    se invece la società di cui parla fassino è un’altra, a me personalmente mi sfugge, se vuoi illuminami.
    ciaoe grz per l’attenzione
    assunta

  27. 27 riccardo

    Caro Leonardo,
    Con immenso piacere vedo dal sito di repubblica edizione di napoli che tu ricevi ben il 14% dei consensi nel sondagio sul possibile segretario del PD. Mi fa piacere per diversi motivi: primo affettivo, secondo perchè spero che qualcuno legga in questo risultato un segnale che , andando ben oltre il risultato numerico, anche a Napoli, e forse più a Napoli, vogliamo giovani, nuove forse che partite da lontano abbiano attraversato tutti i gradini della politica e che non sono diventati, nel tuo caso, Presidente del consiglio Comunale perchè protetti “dall’imperatore” di turno.
    Grazie mille per lo spazio che riservi anche a quelli che non possono partecipare alle battaglie partenopee ma che guardano a te come un degno rappresentante.
    Riccardo Broda

  28. 28 ENZO CARUSO

    Caro Presidente,
    alla domanda che hai posto non è facile rispondere; sarebbe stato più semplice se tu avessi reso pubblica quella che definisci insufficiente relazione di Lettieri (presidente degli industriali napoletani) per capire cosa vogliono dalla “politica” , ma soprattutto cosa dicono gli “industriali napoletani”.
    Chiedi un’ opinione su una tua scelta personale, al di là del ruolo istituzionale, o nella tua specifica funzione di Presidente del Consiglio Comunale?
    La prima ipotesi mi porta a pensare , banalmente , che abbandonare un’assise, un incontro, un’assemblea , ogni qualvolta non siamo d’accordo o non condividiamo talune opinioni , è come immaginare Napoli senza napoletani.
    Quindi privilegio la seconda ipotesi , ritenendo che sia una posizione politica condivisa dal Consiglio che tu presiedi , dopo un’ampia e , come si dice , “articolata “ discussione sulla relazione di Lettieri, o quanto meno di una tua autorevole interpretazione di ciò che avrebbero fatto o pensato i Consiglieri o la maggioranza di essi .
    Tuttavia , al di là di questa opinabile dissertazione, credo che tu abbia fatto bene a diffondere la notizia , chiedendo anche un contributo su qual è e quale potrebbe essere il rapporto tra “politica e industriali” e/o “politici e industriali”, che , badiamo bene, non è fra “politica ed economia” o nella fattispecie non lo è ancora, e ,più puntualmente , fra politica a Napoli e industriali napoletani, che è ancora un’ altra cosa.
    Io ritengo che non sarebbe male fare un passo indietro e riflettere sulla “politica”, sulla possibilità di reinventare rapporti, finalità e progettualità, in relazione ad una collettività operosa , moderna, consapevole autoironica e per niente provinciale come quella napoletana.
    Gli industriali sono una parte , purtroppo una piccola parte, di questa collettività, e molti di essi , per storia e palesi risultati , invischiati ancora in modalità vecchie e subalterne a un potere ( politico ed economico) incapace di cogliere le grandi risorse presenti sul territorio sia dal punto di vista delle risorse umane che da quello produttivo (agricoltura, paesaggio, energia, mobilità…ecc).
    Non mi sorprende , quindi, che la relazione del loro Presidente possa essere stata insufficiente ; mi farebbe piacere, però, conoscere , nello specifico , quali erano le insufficienze.
    “Chi non ha peccato scagli la prima pietra”.
    Forse io non sarei andato via, forse avrei tentato di incunearmi fra loro e cercato di riconoscere quei pochi ancora non invischiati o che tentano di staccarsi da questa viscosità suicida, mettendo in discussione anche scelte e metodologie d’intervento dell’Amministrazione Comunale , ma affermando con forza la capacità potenziale di nuove generazioni che spingono a progetti innovativi e a logiche e modalità d’intervento ricche di sinergia e fuori da lobby spocchiose e piccolo borghesi , per usare termini antichi, fuori moda , ma ben radicati e comprensibili .
    Forse si sarebbe potuto cominciare a chiedere uno sforzo per individuare investimenti a favore di una sostenibilità dello sviluppo, inteso questo non come crescita in capacità di consumo, ma come meccanismo in grado di utilizzare risorse riproducibili,creando benessere diffuso e crescita civile . Si sarebbe potuto stimolare gli industriali a reinventare una “produzione” di cose “vere” , a riconvertire il loro approccio con l’artigianato, il commercio, l’agricoltura, la pesca, e tutto il variegato mondo delle produzioni umane “per eccellenza” .
    Tutto questo non per chiedergli dov’erano e cosa hanno fatto negli anni difficili e difficilissimi di questa città , ma per sapere quale capacità evolutiva hanno sviluppato e quali rapporti hanno stretto con la politica e/o i politici , e con quali modalità si sono opposti alla rapina delle risorse del nostro patrimonio e per conoscerne i risultati.
    Ecco, Leonardo, io non me ne sarei andato, anzi avrei suggerito loro di darsi una “smossa”, perché già il giorno dopo il Consiglio Comunale avrebbe cominciato a mettersi in discussione , porre dubbi, revocare nomine , rivedere assetti e mandare via gli inetti e i fannulloni.

  29. 29 monica tavernini

    ci dev’essere un’altra monica sul blog …
    Io ti avevo invitato esattamente ad avere coraggio.
    Io “voglio dire solo ciò che non voglio”?
    Mi limito a ricordarti (ammesso che sia proprio tu che rispondi) che tutta la mia vita dice il contrario.
    E’ che io me ne sono andata, mentre molti altri di voi invece ora che il sistema sta finendo devono dimostrare che con il regime al potere a Napoli non hanno spartito niente: difficilotto, quando si è peccato costantemente di eccesso di prudenza e si sono messe la tattica e la sopravvivenza sopra la politica …

  30. 30 Nunzio Rovito

    Caro Leo,
    condivido gran parte delle cose che dici in questo post.
    Tuttavia su di un punto non riesco proprio a concordare: il continuo rinviare alla costituzione del Partito Democratico la soluzione dei problemi. Una tesi che sostiene anche Enzo Amendola sul suo blog. Possibile che non si possa fare nulla fino ad allora? Mi sono permesso di far notare ad Amendola che Soru, in Sardegna, ha ridotto da 27 a 5 le comunità montane sarde. Per farlo, per diminuire i costi di potere e i posti di sottogoverno, non ha mica aspettato il P.d.
    Per quanto riguarda la tua lista alla costituente, spero e credo che tu sappia farla nel modo che si conviene ad un vero partito democratico. Dal basso, con chi ha ancora passione politica. Sul punto voglio raccontarti un piccolo episodio. Lunedì ho partecipato al convegno di presentazione del Manifesto Area Sapere per il P.d. Entro in sala e dietro il tavolo della presidenza vedo un gigantesco logo dell’Ulivo con il seguente slogan : Presentazione del Manifesto Area Sapere DS-DL. A quel punto è legittimo eccepire che qui in Campania, a differenza di quel che accade nel resto d’Italia, DS e DL alla fine mettono il proprio cappello su tutto.
    Con viva cordialità

  31. 31 roberto vallefuoco

    Scusa Leonardo ma ci sono dei passaggi che proprio non capisco, magari puoi spiegarli:
    sembri concordare che il centro sinistra non è più credibile, anzi lo affermi esplicitamente,
    poi però parli della costruzione del PD come di una
    “un’occasione per l’intero centro sinistra campano di sostituirsi a se stesso”.
    Cioè ? che significa?
    Credo addirittura che tu svilisca le tue stesse aspettative riducendo in questo modo
    la nascita del PD ad una operazione di retilyng semplice semplice.
    Io apprezzo moltissimo alcune cose che dici in altri contesti ed altre sedi.
    I ragionamenti che ti ho sentito fare in altre occasioni fanno pensare anche a me che forse
    non sei proprio tu a curare questo blog. Non immagino proprio che tu possa confondere
    la innovazione politica di cui pure ti fai giustamente portatore e che ti
    riconosco non solo per l’età anagrafica, con frasi demagogiche e vuote tipo “rischiando in
    prima persona”. Suonano male, se mi consenti.
    L’assunzione di responsabilità per i fallimenti che anche tu riconosci è un fatto politico
    imprescindibile. Dovresti chiederne conto anche tu, e con maggiore forza in quanto rappresentante
    di diverse migliaia di cittadini, a chi reputi responsabile.

  32. 32 giovanni

    Caro Leonardo, ti scrivo condivido con te un tema in particolare che so che ti sta a cuore,
    il ricambio generazionale e valori che una nuova classe dirigente deve avere.

    Su questo argomento ritieni disponibile per un confronto.
    Bisogna far emergere le tante risorse umane che pur ci sono nella nostra società, ma che non
    conosciamo

    Giovanni Mazzocchi ex Presidente del Consiglio Comune di Volla

    Laureato in Sociologia

  33. 33 Alfredo

    Cara Monica,
    comprendo bene cosa intendi quando affermi: “E’ che io me ne sono andata, mentre molti altri di voi invece ora che il sta finendo devono dimostrare che con il regime al potere a Napoli non hanno spartito niente: difficilotto, quando si è peccato costantemente di eccesso di prudenza e si sono messe la tattica e la sopravvivenza sopra la politica …” . Lo comprendo per la tua storia personale, ma anche per la mia. Ma non posso essere d’accordo. Mi sembra che tu non riesca a fare esperienza “teorica” delle tante vicende che pure hai vissuto.
    Ad esempio, in questo caso, mi sembra torni una propensione ad essere sempre e comunque “altro” e minoritaria. Mi spiego meglio. Già negli anni ‘80 si pose questo quesito: Cosa fare quando lo stato delle cose è tale per cui la propria azione, più o meno influente, pare essere inefficace per cambiare la situazione? Fu il tema che si pose quando durante le Giunte Valenzi, in assenza di “numeri” che permettessero l’autosufficienza in Consiglio Comunale il dibattito si concentrò sulla opportunità o meno di accettare il sostegno esterno della Dc di Gava. Le ipotesi in campo erano: 1) non ci piace, senza i numeri possiamo fare poco, allora è meglio sbattere la porta e andare via; 2) Non ci piace, ma è la condizione possibile perchè si possa esercitare una funzione: attivare un possibile cambiamento. Geremicca vs Valenzi, ricordi? Alla prova del governo, si tratti del Paese, della propria città, del proprio condominio o
    anche della propria vita è più responsabile colui che rivendica la propria “isola di felicità” e la propria “diversità” o colui che, fosse anche per il solo fatto di esserci, rivendica l’esercizio della alternanza, mantenendo aperta la possibilità di intendere, volere e agire diversamente sulle cose? La politica, come sai, così come la vita, è la possibilità di esserci, di occupare uno spazio fisico, di pensiero, di azione e di mettere questi spazi in relazione a quelli degli altri. Se ciascuno, per orrore o più semplicemente non condivisione degli spazi altrui, si rintana nel proprio, per quanto nobile, non produce dialettica, azione, possibilità di movimento. Tattica e sopravvivenza o Eroi? E’ triste una società in cui debba prevalere la tattica e la sopravvivenza, ma Dio ci scampi anche da una società fatta da eroi. In mezzo c’è il duro e difficile esercizio dell’esperienza che è l’esistenza. Naturalmente ciascuno resta libero di interpretare il proprio ruolo come crede più opportuno. Ma, cara Monica, non avendo fatto la tua scelta di andare via, pur condividendo tanti giudizi, non è su questo che giudico il valore delle piccole cose da me fatte nella mia militanza politica e civile. La mia misura non è nella distanza con “l’antagonista” o “il nemico”, ma nella sempre maggiore condivisione con “l’amico”. Questo nella politica, come spero nella vita.

  34. 34 Rosa L.

    Temo che i timori di Roberto siano fondati, il PD assomiglia sempre più ad una operazione maquillage, anzi ad una grande lavatrice che dopo la centrifuga restituisce un po’ di facce pulite, ma tanti panni ancora sporchi. Ora c’è Veltroni, uno dei pochi politici che non da l’orticaria.
    Ma il punto, qui da noi, non è Veltroni si, Veltroni no. Il punto è chi sosterrà il Walter nazionale? Se Bassolino, Cozzolino e compagnia si sichierano con Veltroni Lei, caro Presidente, cosa farà? Gli va dietro, oppure (anche a costo di dire no al leader che tutti vorremmo alla guida del centrosinistra e del paese) da un segnale di rottura e appoggia, che so io, Letta o Bersani?
    Caro Presidente, Lei sostiene che Monica sbaglia.
    Io non l’ho mai conosciuta di persona, ma ricordo che una sera di tanti anni fa, mi pare in piazza S. Maria la Nova, rischiò il linciaggio per essersi opposta e smascherato una grande truffa.
    In quell’occasione fui fiera di averla votata.
    Oggi mi faccia sentire di essere fiera di aver votato per Lei
    P.S.
    i tempi cambiano ed il tu non è più di moda neanche a sinistra.

  35. 35 mario montesano

    Prima che si dia luogo all’esecuzione di vittime sacrificali, in funzione di “capri espiatori” per fronti contrapposti, tento un flash di chiarimento fra Leonardo e Monica Tavernini.
    A Monica rendo noto, schematicamente, quanto dettomi a voce da Leonardo, ossia che l’espressione “incriminata” è da intendersi nel senso generale che “si può dire solo ciò che non si vuole …… se questo non spegne le speranze”, espressione mutuata dalla letteratura (ha citato scrittori che vi accomunano, che non sto a ripetere).
    A Leonardo dico che ritengo (forse potrai convenirne) l’espressione: “… tu vuoi dire …” detta così e oltretutto “pubblicamente” è, sul piano “diplomatico”, una espressione inaccettabile da chiunque.
    Auspicando di non aver contribuito ad ampliare la faccenda, piuttosto che “chiuderla”,
    personalmente passo … e “chiudo”.

  36. 36 manua

    partito democratico….. uhm… intanto che aspettiamo, perchè per ora il popolo è in panchina mentre le vere “stanze della discussione” sono chiuse, che ne pensa leonardo impegno del V_DAY di beppe grillo? sarei curiosa di sapere la sua, anzi la tua ti darò del tu, posizione sulle tre proposte del v_day. aspetto aspetto aspetto

  37. 37 Stufo Iervolino

    Spett. Presidente Impegno,
    nella pur lodabile iniziaiva di questo blog, mi (e Le) chiedo: invece di parlare di alta politica, di partito democratico etcetera ci potrebbe dire qualcosa che non va? quali sono i suoi dubbi, le incertezze, la voglia di non omologarsi e venire identificato con le esperienze fallimentari della Iervolino e soprattutto di Bassolino? Vorrà essere ricordato per “ti ricordi stava in giunta con Iervolino….” e basta?

  38. 38 ENZO CARUSO

    Caro Leonardo, qualche settimana fa ho inviato un mio scritto, un piccolo sfogo, a due blog ricevendo risposta “elettronica” soltanto da uno di essi, con ringraziamento e un breve commento che mi è parso indecifrabile (politichese?) .
    Sebbene sia trascorso un po’ di tempo , penso ancora che esso possa, in qualche modo , stimolare una discussione fuori dal coro stonato dei salvatori della “Patria” . (Questa storia del tutti contro tutti somiglia tanto a storie domestiche e a pratiche giustizia- liste di basso profilo – come suol dirsi -).
    La ricchezza e la storia di Napoli non possono essere invischiate in queste logiche .
    Napoli, per la sua struttura urbana , per le sue stratificazioni, per le sue complesse contaminazioni, per il suo popolo paziente, colto, aristocratico, plebeo, borghese, non può essere sopraffatta da una minoranza sprecona , piccolo borghese, provinciale, mediocre , “radical-chic”.
    Per questo ti rigiro il mio sfogo , riveduto qua e là , contando su qualche commento che possa dar forza a discussioni e iniziative non tanto sul fare della politica e sulla politica del fare , ma “sullo stato dell’arte e sull’arte del fare”.
    E’ più di un anno che andava maturando in me la voglia di andare via da Napoli, avevo addirittura pensato a un’associazione:”i fuggiaschi”; alle persone che incontravo chiedevo una ragione per restare, me ne suggerivano molte altre per scappare. Perché tutto questo?
    …”Cosa è successo,… ch‘è succieso …niente … adda passà ‘a nuttata…”.
    Ma di quale nottata parliamo, della notte dei Lauro, degli Ottieri, dei Gava, dei Cutolo, della Camorra, della plebe di Malaparte, dei convincimenti alpini di Bocca, delle inaugurazioni di cattedrali nel deserto, delle autocelebrazioni di molti degli attuali “dirigenti politici” di destra e di sinistra e della loro amorfa e servile corte dei miracoli? quanto deve durare questa notte?
    Ce n’è per tutti, tutti cavalieri di questa notte continua, cavalieri della conservazione senza manutenzione , di una napoletanità lamentosa , sguaiata, piccolo borghese, erudita e incolta, incapace di progettare, di scegliere; cavalieri che si riproducono uguali nelle loro piccole e decrepite congreghe, incappucciati che si riconoscono dallo sguardo .
    Ma quante di queste notti sono state illuminate da candele , fiaccole, riflettori a volte, quante generazioni hanno lottato, fiduciose in giornate di sole? quante volte ci si è tenuti per mano, insieme alle forti mani della classe operaia, per liberare dal buio questa Città preziosa , invidia del Mondo e patrimonio dell’Umanità ? dove sono i Napoletani ? dove siamo? tutti scappati?
    Ho riflettuto molto, ho cercato i fuggiaschi, i compagni di speranze ; alcuni hanno lasciato ai figli i propri ricordi , molti altri mi hanno ricordato le grandi idee che riuscimmo a veicolare nelle memorabili feste de “l’Unità” , prima fra tutte quella del 1976 , quando recuperammo l’Arena flegrea con interventi strutturali eseguiti da volontari veri ; l’altra, anzi le altre due , nella Villa comunale, che – al di là di qualche stupida polemica – qualcuno definì elegante e molti giudicarono finalmente usata dalla Città, (altro che progetto Mendini), e quella del Maschio Angioino, quando liberammo gli spalti e alcune sale , e ancora la festa al viale “giochi del mediterraneo” , che entusiasmo, che partecipazione, ma , soprattutto, che allegria!
    Si toccava con mano il futuro , non dovevamo “rinascere” , dovevamo solo crescere ; invece, poi , è arrivato un “rinascimento” che è morto subito ; chi doveva e poteva crescere è solo invecchiato, o meglio è “un po’ avanti con gli anni” , ma il futuro c’è sempre.
    Può sembrare , questo, un ricordo nostalgico di un passato glorioso, vi assicuro che non è così, è solo la citazione di progetti che svilupparono impegno e passione, e che sostengono la mia ritrovata voglia di andare avanti, oltre, con passo lento, riflettendo sul terreno calpestato, consapevole di dover ancora imparare per poter dare.
    Allora perché andare noi via da Napoli, mandiamo via “i cavalieri della notte” mandiamo via tutti quelli che in qualche modo hanno impedito la crescita di questa Città, tutti quelli invischiati nelle modalità dei politicismi mediatici semplificativi,mandiamo via tutti quelli che non hanno il tempo di ascoltare, tutti quelli che non trovi mai perché troppo indaffarati a mantenere le cose immobili, tutti quelli che pensano di saper leggere ma non leggono mai, tutti quelli che hanno troppi impegni e non hanno il tempo per riflettere, mandiamo via tutti quelli che ti dicono di non preoccuparti perché ci pensano loro (che non hanno il tempo), mandiamo via loro, reagiamo , come tanti già fanno, alla cultura camorristica, ai soprusi , all’arroganza, all’intolleranza, alla faciloneria, al cattivo gusto, alla spettacolarizzazione, al pittoresco, alla sceneggiata, alla sottocultura.
    Noi a Napoli ci stiamo e non la lasceremo nelle mani di questi “cavalieri”; è troppo bella e viva questa Città , possiamo farcela , i napoletani possono farcela, come ai tempi del colera e del terremoto e non saranno “i cavalieri” e la “munnezza” a fermarci.
    E anche su questo, cerchiamo di distinguere ruoli , responsabilità, dignità personale, perché se è vero che Napoli ha toccato il fondo (così come insistono i media) è vero anche che non va ricercato un capro espiatorio per accontentare tutti, ma vanno analizzati e storicizzati i vari passaggi e coloro che hanno determinato questa situazione.
    Dov’erano gli scienziati, gli intellettuali, i politici, quando in Campania si sversavano tutti i rifiuti tossici dell’Italia “civile” nelle aree dei giovani e mai cresciuti insediamenti produttivi?
    Dov’erano i consulenti , i sindacalisti, i professori universitari , i grandi professionisti, i “consiglieri politici” quando si doveva pianificare e programmare, stabilendo modalità e percorsi , un processo di riciclo e trasformazione della “ricchezza mobile”?
    Siamo certi che gli argomenti fossero scientifici? oppure fra un diagramma e l’altro si discuteva di più sul ruolo di funzionari e dirigenti, sul numero degli addetti e sui posti da elargire , per ottenere consensi politici, o , peggio ancora , per ingrossare e ingrassare quei “cavalieri” di cui sopra? Forse chiunque di noi , chiamato a gestire problemi , che peraltro venivano da lontano, si sarebbe trovato invischiato in quella pletora di “brave persone” intende a trovare la parolina magica, il pretesto sufficiente, per garantire tutti e lasciare le cose come stavano, anzi, aggravandole, perché alla fine la responsabilità è politica , solo politica, e guarda caso di un solo uomo in tutto il territorio Nazionale, e il centro sinistra? E il centro destra?.
    Certo non nego che errori di valutazione quest’unico responsabile abbia potuto farli, ma mi chiedo anche perché nessuno, “amico o nemico” ha ritenuto di correggerlo, di “aprirgli gli occhi”, perché invece hanno contribuito a farglieli chiudere, millantando amicizia e competenza ; solo per avere tornaconti personali al limite della liceità? O perché aderiva incondizionatamente al vecchio adagio :-“tanto peggio , tanto meglio”- Se li individuiamo tutti questi, mandiamoli via!
    Comunque sia , se crediamo ancora alla crescita di questa civile città e lavoriamo come abbiamo dimostrato di saper fare nei momenti difficili, questi “cavalieri” non avranno più spazio, andranno via da soli.
    Per tornare ai rifiuti forse varrebbe la pena di parlare di ambiente, di risorse , di capacità planetaria di sopravvivenza, uscendo dall’ambiguità dell’emergenza e forse sarebbe utile capire e far capire che si può raggiungere il benessere senza un esasperato consumismo e che il benessere non è il consumismo ; sarebbe il caso di riflettere che l’occidente “civile” brucia più del 60% delle risorse del pianeta avendo ormai anche un tasso di disoccupazione alto.
    E poi ci sciacquiamo la bocca con la solidarietà ai Paesi poveri, solidarietà a chi!? a che? Quando poi nella pratica politica si compiono sempre più scelte che portano alla devastazione delle risorse:- ci preoccupiamo della desertificazione , ma guai a chi ci toglie l’aria condizionata e tutto il superfluo di cui viviamo, ci commuoviamo di fronte alle miserie del terzo mondo , ma siamo pronti a prendere le armi se chiedono di autodeterminarsi, ma è vero che si tratta di uno scontro tra culture ? come è possibile , se alla base delle culture c’è la contaminazione che le arricchisce e le fa grandi.
    Allora al di là delle mie parole, del mio sfogo, mi piacerebbe che si aprisse una discussione , fuori dalle logiche politico-elettorali, soprattutto su quattro temi che ritengo centrali e mi stanno particolarmente a cuore :
    Lavoro – non bastano i servizi ;
    Giovani – non basta l’età ;
    Beni Culturali – non basta conservare ;
    Urbanistica – non basta il Piano Regolatore Comunale.

    “Adda passà ‘a nuttata”.

  39. 39 Simona

    I DISASTRI AMBIENTALI NON SONO TUTTI UGUALI (?)

    In Campania c’è un disastro ambientale. Le falde acquifere sono state inquinate, i bambini nascono malformati e la percentuale di tumori è maggiore dell’80% rispetto alla media nazionale.
    L’ultima volta che ho sentito parlare di disastro ambientale fu, se non ricordo male, quando anni fa una petroliera al largo delle coste del Portogallo fece accidentalmente cadere in mare un grosso quantitativo di petrolio che causava la morte di pesci e uccelli marini. In quell’occasione la notizia occupava la prima pagina dei giornali e i titoli principali dei telegiornali.
    Mi stupisce scoprire che per la questione campana però non avviene altrettanto. Le notizie sul disastro le ho apprese solo su uno dei giornali (locale, tra l’altro, e della parte opposta all’attuale governo…), mentre in tv la notizia, se e quando viene data, compare in coda, quasi di sfuggita, secca, dopo l’ennesimo episodio di omicidio per follia in una remota provincia lombarda, che al contrario viene data con dovizia di particolari.
    Per carità un omicidio è un omicidio. Ma appunto, qua in Campania di omicidi si tratta. E sono tantissimi, purtroppo. Forse ci vuole una raccomandazione pure per avere le notizie? Apprendo che sono 14 anni che ci avvelenano. Apprendo che le acque sono contaminate con cromo esovalente, che fino ad oggi avevo sentito nominare solo in un film americano con Julia Roberts: “Erin Brockovich”, film su uno scandalo simile seppur in proporzioni ridotte rispetto a quello nostrano. Un gruppo di famiglie fa causa ad una azienda che ha inquinato le acque di un piccolo paesino. Forse è arrivato il momento che i tutti noi cittadini campani facciamo causa alla Regione e allo Stato per strage, chiedendo un congruo risarcimento danni.
    Chissà se in quel caso telegiornali e quotidiani se ne occuperanno a dovere.

  40. 40 manua

    nessuna risposta alla mia domanda presidente impegno, però interrogando qualche altro attivista politico ho ricevuto come risposta: è UN POPULISTA. a tal proposito racconterò una storiella che mi è capitata nel pullmann. una signora si lamentava del fatto che la pensionata che assisteva doveva pagare delle medicine costose che le avevano prescritto e non ce la faceva con i soldi. sarà vero o falso. chi può dirlo però è certo che la donna sollevava un problema che non mi sembra ci sia oscuro: le pensioni insufficienti. è un problema del popolo, il pullman era pieno di popolo ed erano tutti in accordo con la signora. ora tale problema si può analizzare con tutte le complessità, i calcoli, le problematiche, ecc ecc ecc del caso, ma il problema è sempre quello sollevato dal popolo. quindi se esiste un politico che lavora per risolvere questo o qualsiasi problema del popolo per me è uno bravo e se si chiama populista allora anche io sono populista!!!! saluti a tutti

  41. 41 L.Impegno

    Mi fa piacere notare che le riflessioni che ho fatto in questo blog abbiano suscitato il vostro interesse e che si sia creato un dibattito. Vorrei rispondere singolarmente ad ognuno di voi ma siamo in un blog per cui dovrò essere sintetico.
    Il PD nasce in un momento storico del Paese che necessita di cambiamenti, di novità e di un radicale passo in avanti.
    Il Pd non vuole essere sicuramente il miracolo italiano, ma un modo con cui guidare concretamente un rinnovamento che sia il primo passo per una svolta necessaria a superare la transizione italiana.
    Così, quando mi chiedete perché aspettare la costituzione del PD per la risoluzione dei problemi, vi rispondo che non ho mai detto che bisogna aspettare la sua nascita per migliorare la qualità dell’azione amministrativa e quindi affrontare i “problemi”. Sono convinto, però, che ci troviamo di fronte ad un problema politico più ampio, e cioè la capacità dell’intero centro sinistra di assumere quelle decisioni (vedi il post che ho scritto sopra) che rappresentino una svolta per il paese e il governo della Città, della Provincia, della Regione.
    A Monica avevo citato, magari non riportandola tutta, una frase di Eugenio Montale (per questo forse sono stato frainteso) che dice “Ciononostante, dobbiamo avere a cuore chi siamo stati per capire quel che non siamo, quel che non vogliamo”. La reazione di Monica è stata un po’ forte, ed io un po’ superficiale. Però il tutto è stato “carino”, anche i complimenti che Monica ha ricevuto da Rosa…io ero troppo piccolo per votarla, altrimenti…
    Mi chiedete anche cosa farò. Con chi mi schiererò. Considero positivamente la competizione tra più candidature, segno di vivacità, ma chi oggi rappresenta al meglio il PD per me è Veltroni. La sua candidatura libera le ragioni e le passioni di quanti guardano al Partito democratico come un ”nuovo inizio” per la politica in Italia. Rispetto ad altri rappresenta, sempre per me, la volontà e la cultura di andare oltre i “blocchi” DS e Margherita. Di questo “nuovo inizio” e di questo “oltre” c’e’ bisogno anche e forse soprattutto in Campania.
    Roberto il “rischiare in prima persona”, certamente sintetico (mi hanno spiegato che funziona così sui blog), significa mettersi in discussione, mettere in discussione gli attuali assetti, misurarsi con le proprie idee e il proprio modo di fare politica con quello degli altri, e sottoporsi al giudizio dei cittadini (primarie). Questo, ovviamente per me, non è restyling. Mi pare di capire che tu useresti volentieri una ruspa. Aspetto suggerimenti…
    (Manua, al V_Day ci vado se non è rivolto a me! Voi che avete collegamenti con Beppe Grillo fatemelo sapere).

  42. 42 luk

    Egregio Presidente, sono d’accordo con lei nel dire che il PD è la novità di questi anni della politica italiana e soprattutto spero che NON sia ne un miracolo all’italiana ne un Pacco all’italiana…. Mi spiego quando in Italia si grida al “miracolo” c’è sempre tanta gente che resta con gli occhi pieni di speranza ma con la testa e le tasche vuote… l’ultimo “Miracolo” è stato Silvio Berlusconi. Pacco all’italiana seguo con entusiasmo, con passione e con attivismo la nascita del Partito Democratico ma non più tardi della settimana scorsa durante la trasmissione Primo Piano su raitre si parlava del PD ed ho scoperto che il 14 ottobre si vota senza esprimere la preferenza alla persona, così come si è votato alle ultime politiche. Si vota un SIMBOLO. E’vero? E se è vero lei cosa ne pensa? E’ o non è il partito del popolo “una testa un voto”?
    Buon lavoro atutti noi

  43. 43 roberto vallefuoco

    nessuna ruspa. non mi piacciono i giaconinismi.
    ma nemmeno la retorica sterile.
    mi basterebbe qualcuno che ri-cominciasse a mettere in atto azioni politiche.
    il processo di costruzione del PD può essere un’occasione, ma non lo è “in se”.
    non basta enunciare. un “nuovo inizio” è qualcosa che comporta pure certe discontinuità, o no?

  44. 44 Antonio Risi

    Spero che questo segmento di blog continui ad essere frequentato.
    di seguito riporto il mio intervento alla riunione tenutasi oggi 17.7.07 in sala giunta
    della Regione campania sulla questione rifiuti. Spero serva anche a chiarire ad Assunta
    le mie posizioni.

    In sei-sette minuti (cinque mi è stato impossibile) si può dire tutto basta lavorarci prima e gerarchizzare i problemi. Come Autorità Ambientale Regionale chiedo due minuti di estensione-

    Volare sugli assiomi.

    Rifiuti zero è legge regionale, rifiuti zero significa politiche per la riduzione dei rifiuti, innanzitutto degli imballaggi, quindi accordi con la grande distribuzione e con le associazioni di commercianti, ma soprattutto educazione, educazione alla produzione ed educazione al consumo.

    Poi viene la raccolta differenziata come precondizione al recupero di materia e alla produzione efficiente di energia. Raccolta differenziata non marginale e costosa ma strategica. Ovvero la raccolta è differenzita in toto e l’efficienza del sistema si verifica sulla quantità e qualità di materia e energia recuperata (criteri QSN 2007-2013).

    Quindi abbiamo bisogno un sistema di impianti flessibile e concorrenziale per il trattamento delle frazioni selezionate e per lo smaltimento finale dei rifiuti non altrimenti recuperabili.

    Il tutto secondo l’indicatore guida della minimizzazione dei rischi per la salute umana.

    E veniamo alle caratteristiche territoriali della Regione.

    Le province.

    Faccio un’affermazione forte: Il problema rifiuti in Campania è Napoli e la sua provincia.

    Avellino e Benevento possono raggiungere l’autosufficienza quasi immediatamente.
    Avellino e Benevento possono cooperare utilmente con la provincia di Napoli fornendo discariche per le ceneri (cave argillose) e impianti per l’inertizzazione finale di rifiuti altamente inquinanti (arre industriali ecologicamente attrezzate).

    Le province di Salerno e Caserta, liberate dalla pressione della provincia di Napoli, possono dotarsi, in tempi rapidi, di efficienti sistemi di trattamento e smaltimento dei rifiuti prodotti sul proprio territorio.

    E veniamo a Napoli e Provincia.
    Partiamo da Napoli.
    Dobbiamo prevedere azioni emergenziali che vadano nella direzione richiesta dall’Unione Europea. Oggi.
    Presidente è necessario un colpo di reni che sia anche un vero e proprio “coup de teatr” nel “sistema di comunicazione globale”. Nel Comune di Napoli può partire da subito, da Agosto, una raccolta differenziata spettacolare. Di massa. Non ho tempo per spiegare come ma sono a sua disposizione per illustrarla nel dettaglio prima dell’incontro con la Commissione Europea.

    Organizzare subito la Raccolta Differenziata a Napoli è indispensabile per dimostrare che abbiamo capito e cambiato direzione ma non basta. Dobbiamo affrontare, subito, il problema strutturale del Comune di Napoli.

    Il problema del Comune di Napoli è la “frazione organica” ovvero quella parte della mondezza che per la natura non è un problema (perché è biodegradabile) e per la città è IL problema (perché puzza, attira animali, soprattutto zoccole e cani randagi, e può portare malattie).
    Anche il problema “apertura procedura di infrazione” che lo Stato Italiano ha con l’Unione Europea riguarda la “frazione organica” infatti sotto osservazione della Commissione è la scelta del Governo Italiano di aprire, per legge in Campania, discariche per la frazione organica che secondo una precisa direttiva europea recepita dalla normativa nazionale non deve terminare in discarica.

    Non c’è niente da inventare.
    In tutta Europa la frazione organica proveniente da raccolta selezionata di utenze commerciali e attività di gestione del verde urbano viene trasformata in compost.
    La frazione organica proveniente dai privati cittadini finisce in larga parte in di gestori anaerobici producendo gas (quindi energia) e scarti stabilizzati per il ripristino ambientale. In Germania per legge non più del dieci per cento di scarti provenienti da frazione organica possono andare in discarica.

    Il problema è decidere e realizzare.

    Mi permetto di suggerire una soluzione che potrebbe avere molti vantaggi, innanzitutto la visibilità e quindi la monitorabilità ma anche la possibilità di sovrapporre una immagine positiva in grado di cancellare l’orgia negativa di cumuli e roghi di mondezza che in questi mesi ha rappresentato Napoli e la Campania nal mondo.

    Purtroppo in Campania non siamo ancora riusciti a produrre compost degno di questo nome.
    Fallire anche a Napoli sarebbe una tragedia, riuscirci aprirebbe invece nuove prospettive a questa tecnologia in tutta la Campania.

    A Napoli abbiamo un altro problema aperto: l’area ex italsider di Bagnoli, la cui bonifica, a mio modesto parere, può considerarsi conclusa solo quando il territoro decorticato dell’ex sito industriale verrà ricoperto da terreno fertile, ovvero da compost. Vero compost.

    Realizzare nell’area della bonifica di Bagnoli un “volume tecnico” per trasformare in compost da utilizzare in sito, gli scarti organici selezionati da utenze controllabili (alberghi, ristoranti, mercati, fruttivendoli, cimiteri, manutenzione verde urbano ecc.) è un ipotesi tutt’altro che peregrina e che merita attenzione e impegno.

    E in fondo è una impresa facile e fattibilissima.

    E’ necessario realizzare subito nell’area della bonifica di Bagnoli un impianto di compostaggio della frazione organica proveniente da utenza selezionata (50-100 tonnellate al giorno ovvero un impianto modulare inferiore alla “soglia VIA”n di 30.000 tonnellate all’anno)-

    Per favorire l’adesione volontaria, essenziale, dei soggetti privati al progetto “Compost per la Bonifica di Bagnoli” sarà utile prevedere una riduzione significativa (15-20%) della tassa sulla mondezza per i soggetti che aderiscono.

    Tempo di realizzazione del progetto, inclusa la stipula dei contratti di conferimento e l’organizzazione della raccolta: sei mesi (accordo Asìa-Bagnolifutura).
    Il tutto (impianto, rete logistica e anche il primo anno di attività) cofinanziabile dall’Unione Europea.

    Naturalmente per evitare il rischio, anche puramente teorico, che l’impianto di Bagnoli sia chiamato a smaltire anche rifiuti che non possono produrre compost di qualità è necessario procedere immediatamente , tramite appalto concorso, alla realizzazione di un di un sistema integrato per con digestore anaerobico nell’area già individuata dal Comune di Napoli (ex CTS).
    Tempo di realizzazione: un anno-un anno e mezzo.

    E con questo il problema degli impianti indispensabili a Napoli è praticamente risolto. Naturalmente per completare il sistema avremo bisogno di una piattaforma per lo smontaggio e il pretrattamento di ingombranti, e rifiuti bianchi e grigi, di centri di raccolta dei rifiuti speciali, e, per
    migliorare l’efficienza economica anche di un impianto di selezione dei rifiuti secchi, produzione e stoccaggio di “materie prime seconde” e “pellet”.

    Riproporre a Napoli il conflitto teologico “termovalorizzatore sì o no” è sbagliato.

    Per concluder su Napoli, come ciliegina sulla torta e “segnale al mondo”, una azione di “pura immagine”.
    In occasione della prima di campionato Asìa e Calcio Napoli, col patrocino della Regione, organizzano l’operazione A sì A! ovvero la raccolta differenziata allo stadio. E alla seconda la ripetiamo. Meglio.

    Per quanto riguarda il resto della provincia di Napoli assisteremo all’esportazione “a macchia di leopardo” del “modello Napoli”. Il Termovalorizzatore di Acerra dovrà servire essenzialmente a smaltire ecoballe e contribuire significativamente a risolvere il problema nella Provincia di Napoli.

    Completare, collaudare e mettere in funzione l’impianto con annesse discariche per le ceneri è un obiettivo verso cui tutti devono concorrere. Soprattutto in provincia di Napoli.

    Il Patto “Campania Regione Sostenibile” in materia di rifiuti può essere siglato.
    Un patto, sincero, realistico e responsabile in cui tutte le forze, indipendentemente dalle valutazioni sul passato e sulle responsabilità, remino nella stessa direzione.

  45. 45 Marcello Borriello

    Ciao Leonardo, posso dare un contributo?
    Perchè non strutturare il blog per argomenti e non per sezioni (tipo Primo Piano, etc.)?
    Non si può allargare la sezione “Confrontiamoci” con tematiche ad-hoc? (per es. nuovo P.D., Rifiuti, Camorra, etc.)
    In questo modo non si obbligherebbe “l’internauta” a leggersi tutti gli interventi sui più disparati argomenti per arrivare magari a quelli che interessano o sui cui c’è una maggiore attenzione, sia chiaro, non che i problemi di Napoli – anzi adesso si scrive napoli con la n minuscola – non siano tutti importanti, ma solo per rendere più omogenea la lettura e le impressioni su un particolare argomento.
    Posso dare un’altro contributo?
    Sarebbe interessante inserire anche dei sondaggi di opinione. Per esempio, dato un argomento, verificare quale sarebbe l’indirizzo (attraverso 2 o 3 scelte possibili) dei bloggers in merito a questo, se si preferisce, ad esempio avere o meno, un CDR sotto casa.

    Spero accoglierai i miei semplici suggerimenti e che questo spazio possa diventare il punto di confronto e di indirizzo di un sistema politico ormai usurato e decadente, dove la poltrona è sempre più l’oggetto del desiderio mentre il bene comune sempre più il motivo da utilizzare.

    Marcello Borriello

  46. 46 rosal

    Ovunque si parla di primarie. Truppe e macchine di partito in movimento. Un blog che nasce

  47. 47 Anna Paola

    Caro Leonardo, in più occasioni ho avuto modo di parlare con te sulla nascita di questo nuovo soggetto politico sono sempre stata scettica. Ancora temo che in Campania, ed un pò in tutta Italia, non ci siano le condizioni per poter cambiare, per poter tornare alla politica, quella politica che dà risposte ai cittadini, che è fatta del giusto e del bene comune. Sicuramente, non tutti quelli che hanno fatto politica negli ultimi anni hanno pensato solo a sé, ho molta stima di te ma non solo, ce ne sono di esempi, di persone che seppure a fatica hanno cercato di tenere alto il nome del centro-sinistra. Ma oggi sono ancora più delusa. Le voci che circolano intorno alla nascita del Pd non preludono a niente di buono, almeno questa è la mia opinione. Si veterà con le liste corte e bloccate? Ma se anche si dovesse votare secondo la regola “una testa, un voto” non ci sarebbe da temere la formazione delle “lobby”per garantire e garantirsi un posto in primo piano? E chi la politica vuole farla perché sente che è un impegno civico, dove deve andare???
    Io vivo in un paese della provincia, Sant’Anastasia dove per rispondere a quel fenomeno che in democrazia si chiama VOTO UTILE ho votato lo scorso giugno alle Amministrative, il centro-sinistra. Ma tappando il naso. Tutto inutile però, lo stesso centro-sinistra si è condannato alla sconfitta. Risultato? Il sindaco di centro-destra ad oggi pare più attento del suo predecessore alla cosa pubblica ed al bene comune, per carità gli scontenti ci sono ma tutti dicono la stessa cosa: lasciamogli il beneficio del dubbio. E questo lo dico obiettivamente. La sinistra ha bisogno di rinnovarsi, a Napoli ed in Campania questa è una vera urgenza.

  48. 48 salvatore

    Carissimo Leonardo(la faccia mia sotto ai tuoi piedi),con questa mia a
    dirti che non ho avuto affatto piacere,di partecipare alla manifestazione
    del 28 settembre. Già l’intestazione della giornata politica era: la
    rivoluzione liberale.Mi pare, che questo slogan l’abbia già usato et
    inflazionato,un noto cavaliere di nome Silviuccio.Ma c’era proprio
    bisogno di imitarlo tanto?!! Eppoi onestamente,non mi piaceva neanche
    la platea (compreso me) di tipo socialisteggiante anni 80.Non sò
    perche’ma credo che il PD a Napoli,stia partendo col piede sbagliato.
    Sembrava di assistere al film di Moretti “la cosa”,quando si è parlato
    di creare un nuovo soggetto politico più nuovo,più aperto,ma soprattutto
    più bello. Si è criticato ampiamente l’operato della politica campana
    a tutti i livelli (scusate ma chi governa Regione,comune e povincia da
    ormai tanti anni?),per prepararsi ad affilare le armi in vista dei
    prossimi suffragi.Quello che si chiede è sempre e solo il consenso,
    ma la classe politica si allontana vertiginosamente dalle masse.
    Non mi sento uno della cosìdetta sinistra radicale,ma debbo
    confessarti,che tendo a diventare sempre più velocemente un anarchico
    di destra. Non dovrei definirmi di destra,visto che provengo dall’
    onorato PCI? E perchè mai,visto che voi vi chiamerete da ora innanzi
    liberali,facendo cadere nell’oblio la parola sociale.
    Il socialismo è cresciuto attraverso entusiasmi,tumulti ed orrori di
    ogni sorta.Lo ha tentato Stalin,ma anche Craxi. Noi in questo terzo
    millennio iniziato da poco,abbiamo il dovere etico e planetario,di
    ricercare ancora, di attuare il socialismo dal volto umano o cristiano
    che sia(anche il Papa è d’accordo),perchè non è nel capitale e nel
    liberalesimo “ad ogni costo” la via di uscita ai problemi del mondo
    moderno. Tornando a Napoli e alla sua futura classe politica,cosa
    devo dirti? In bocca al lupo perchè tu sei una persona in gamba,
    però sappi che non mi recherò mai più alle urne,per dare il mio voto
    a chicchessia. Resto attualmente sconcertato da questa “politica
    nueva”. Ti saluto e pensa al riscatto del sud Italia,Salvatore.

  49. 49 L.Impegno

    Caro Salvatore,
    credo sia giusto risponderti subito, se pur brevemente.
    Essere “liberali di sinistra” per me significa stare dalla parte degli esclusi. Creare le opportunità in una società piena di privilegi e monopoli per chi oggi (non ieri) non ne ha (giovani, bambini e donne). Coniugare efficienza, sviluppo e giustizia sociale. (Ti invito a leggere il libro di Michele Salvati e discuterne insieme).
    Il PD non nasce sotto una buona stella, su questo sono d’accordo con te. Basta ricordare le continue fibrillazioni del governo e la conseguente incapacità di imprimere una vera svolta che attui vere riforme strutturali nel paese.
    Inoltre Veltroni è stato indicato dai leader nazionali dal “basso” dei risultati delle elezioni amministrative. Per quanto riguarda la Campania lo spettacolo sui ricorsi e il mancato rispetto delle regole non depone bene e richiede una riflessione maggiore.
    Nonostante ciò credo che il PD sia la vera novità nel panorama politico italiano, in grado di porre fine alla frammentazione ed aprire una nuova stagione favorendo un ricambio di classe dirigente.
    Questo ancor di più a Napoli ed in Campania. Non cogliere questa opportunità, per me, è un errore.
    L’estrema tua protesta di non votare mi amareggia, ed essendo una scelta forte e meditata, richiede particolare considerazione da parte mia e un’attenzione dal vivo. Ti aspetto.
    Sono sempre stato convinto che “restare a casa” favorisca lo status quo. Le primarie ti danno la possibilità di scegliere ciò che una volta ti veniva semplicemente imposto dall’alto. Per smuovere la politica, ti assicuro, è un buon inizio.

  50. 50 kha

    Posso capire il poco entusiasmo e lo scetticismo di salvatore e di tanti altri nei confronti di una politica che avrà bisogno di tempo per levarsi da dosso un marchio e un’etichetta. Ho 30 anni e da 4 sono laureata e non faccio altro che passare da stage a stage in aziende che mi riempiono di complimenti e responsabilità ma che alla fine mi danno il ben servito. Ho 30 anni e il mio futuro vorrei che in parte fosse il mio presente. Anche io sono stanca della politica approssimata, e soprattutto di non essere considerata come priorità da chi governa. A 18 anni sono andata via di casa e sono tornata a 30, perché da sola non mi posso mantenere(e come me molti altri.,anzi la maggior parte dei miei coetanei) Sinceramente non credo che il partito democratico sia il miracolo che tutti stavamo aspettando, ma non mi sembra che questa “nuova politica” si ponga in questi termini..ma forse? Forse riuscirà ad aprire anche un piccolo solco? Forse tra i tanti candidati c’e’ chi davvero vuole fare qualcosa per migliorare le cose. Alle ultime elezioni avevo quasi deciso di non andare a votare. Ma poi mi sono detta: devo lasciare agli altri quella che può essere una mia scelta. A me un “forse” basta per andare a votare, anche perché lo status quo non mi da alternative. Se in una squadra ho titolari in campo che so che non mi faranno vincere la partita, e una riserva in panchina che attende il suo momento per dimostrare che con lui qualcosa può cambiare..beh io gli darei una possibilità, con tutti i rischi annessi.
    Il 14 ottobre la gente andrà a votare e qualcuno sarà eletto per costituire il nuovo partito, beh da questo punto di vista conviene a tutti dare una preferenza. Oppure dobbiamo essere governati, un domani, da qualcuno scelto da altri?

  51. 51 kha

    Anzi vorrei aggiungere anche un’altra cosa. Non andare a votare significa lasciare la scelta a chi milita (che spesso lo fa per proprio interesse), perchè chi milita andrà a votare. Io non milito nella politica e non so se anche per te è lo stesso, però penso che il voto della società civile, dei cittadini, in questo caso è molto più significativo e di peso di quanto si possa pensare. Forse è arrivato il momento che ognuno si prenda le responsabilità che gli competono, e se io oggi non mi sento rappresentata dall’attuale governo o classe politica non andando a votare non faccio un atto di protesta ma perdo un’occasione di dare gli strumenti in mano a chi forse può cambiare le cose.

  52. 52 Eleonora

    Caro Salvatore
    si, anche a me sembra che gli inizi non siano dei migliori…
    in Italia in generale e qui a Napoli in particolare.
    Ma la nascita di un nuovo soggetto politico,
    specialmente di un soggetto politico
    innovativo e audace, non è mai priva di difficoltà e di tensioni.
    La questione per me però è molto semplice: è chiaro che il pds non poteva
    essere un punto di arrivo. La storia di quegli anni chiedeva,
    anzi esigeva, un cambiamento, una trasformazione,un passo
    decisivo verso l’evoluzione, verso una aderenza concreta
    al mondo reale, ai tempi nuovi. Il pds ha rappresentato quel
    momento, ha raccolto la sfida, i ds hanno continuato fin qui…
    il processo di evoluzione deve andare avanti. Questo è il momento.
    Io credo che se un merito ci va riconosciuto è quello di avere capito
    con grande lucidità e lungimiranza e ancora una volta
    prima di tanti altri che un nuovo ciclo storico-politico
    “deve iniziare” e che questo esige da noi un ulteriore passo in avanti.
    Del resto anche il plauso che ha avuto il v.d. di Grillo (virata
    francamente un tantino populista o no?) ci segnala che fare qualcosa,
    qualcosa di nuovo è necessario.
    Non che io non abbia tutta una serie di dubbi e di perplessità,
    sia ben chiaro, però sono assolutamente convinta che questa è
    l’unica strada praticabile e lo è perchè è l’unica coerente non
    solo con l’attuale contesto storico, ma anche e soprattutto con
    il percorso che abbiamo scelto quasi diciotto anni fa.Perciò ti dico
    riflettici e soprattutto vai comunque a votare ed esprimi la tua
    preferenza, mai delegare ad altri la possibilità di decidere
    per se stessi! E’ una una responsabilità che bisogna sempre
    assumersi in prima persona:”la libertà è partecipazione!”